lunedì, giugno 30, 2008

30 GIUGNO 1960: i Partigiani occupano Genova.

Facciamo un piccolo passo indietro per parlare di quello che accadde quarantotto anni fa a Genova. Era da poco nato il Governo Tambroni, un monocolore DC appoggiato dal MSI. Troppo per chi covava ancora nell'anima l'odio di quindici anni prima e che ancora sognava una rivoluzione proletaria. Tutto ebbe inizio alle quattro del pomeriggio del 30 giugno 1960, quando le squadre che guidavano un corteo di almeno cinquemila persone, reduci dal comizio tenuto da Sandro Pertini in piazza della Vittoria, attaccarono a freddo le camionette della «Celere» schierate lungo la via XX Settembre, a protezione dell'Hotel Bristol, dove erano asserragliati i delegati al congresso nazionale del Msi, con Michelini, De Marsanich, Almirante, Servello e tutti gli altri dirigenti di quel partito che per la prima volta dalla sua fondazione giocava un ruolo determinante nella politica nazionale.
Dopo il comizio di Pertini in piazza della Vittoria, nel corso del quale l'allora senatore del Psi (e direttore del quotidiano Il Lavoro) aveva duramente attaccato polizia e carabinieri, accusandoli di «trescare con i fascisti», il corteo degli attivisti del Pci, formato in gran parte dagli operai portuali della Culmv (Compa-gnia Unica Lavoratori Merci Varie), si diresse verso piazza De Ferrari. Tra essi, alcune centinaia di ex partigiani dei GAP, un mitra per ogni tre (a uno il calcio, a uno il caricatore, a uno la canna). Giunti all'altezza del caffè Borsa, i dimostranti, perfettamente organizzati in squadre di dieci uomini ciascuna, incominciarono ad afferrare tavolini e sedie del bar e a scagliarli con estrema violenza contro gli occupanti delle jeep della polizia. Appena iniziati i caroselli della «Celere» del Battaglione di Padova, particolarmente addestrato per affrontare le sommosse di piazza, i «camalli» estrassero dalle cinture dei pantaloni i temibili «ganci» (arnesi di ferro appuntiti e ricurvi con i quali, in porto, venivano afferrate le cime delle navi), e presero a piantarli nelle schiene, ma - quel che è peggio - nelle guance dei ragazzi della polizia. Poi, uno strappo violento, ed ecco una scapola squarciata, un braccio a penzoloni e, purtroppo, un volto devastato da parte a parte. E deturpato per sempre.Quella tremenda giornata finì con 73 poliziotti ricoverati all'Ospedale San Martino, di cui una trentina con il volto perennemente sfregiato. I Poliziotti non potevano sparare perchè le armi della Polizia erano senza pallottole; era stato ordinato così dal Ministro dell' Interno Giuseppe Spataro al Questore Dottor Lutri. Questo perchè la sinistra democristiana, da Moro a Fanfani, era contraria al Governo Tambroni. Mentre i Carabinieri, al tempo referenti al Ministero della Difesa, erano sì armati ma dislocati distanti. Per questo Togliatti, sempre informato dalla sinistra DC, diede ordine di non attaccare i CC. E così avvenne.
Ad un certo momento una decina di «camalli», afferrato un maggiore della polizia, sembrava volessero affogarlo nella fontana. Gli mettevano la testa sott'acqua, poi, quando il poveretto stava per asfissiare, lo rialzavano per fargli riprendere fiato. La tortura durò una buona mezz'ora. L'indomani mattina, su l'Unità, campeggiava in prima pagina la foto della scena con questa didascalia: «Un gruppo di compagni salva un ufficiale della polizia caduto nella fontana di De Ferrari».

Dopo questa giornata, falsamente popolare,come ancora la sinistra vorrebbe farci credere, il Governo Tambroni fu costretto a dimettersi.

Comments:
Una sola considerazione.

Se gli ufficiali di polizia, di fronte a una situazione del genere non avevano le palle per ordinare di aprire il fuoco, ebbene allora era meglio che se ne andassero a fare i bibliotecari.
 
La colpa è mia, ma ho tante cose da fare, e spesso dimentico di scrivere particolari rilevanti.

Dunque, le armi della Polizia erano senza pallottole; era stato ordinato così dal Ministro dell' Interno Giuseppe Spataro al Questore Dottor Lutri. Questo perchè la sinistra democristiana, da Moro a Fanfani, era contraria al Governo Tambroni.

Mentre i Carabinieri, al tempo referenti al Ministero della Difesa, erano armati ma dislocati distanti. Per questo Togliatti, sempre informato dalla sinistra DC,diede ordine di non attaccare i CC. E così avvenne.
 
Anzi, adesso ho modificato il Post con questa nuova e necessaria precisazione.
 
Perchè non raccontate anche della strage di Reggio Emilia del Luglio 1960? Io sul libro "Cuori Rossi" di Cristiano Armati leggo che a Reggio Emilia nel Luglio del 1960 i poliziotti finivano a colpi di pistola i dimostranti feriti durante la repressione, in particolare gli operai Ovidio Franchi e Emilio Reverberi, il secondo ex-partigiano, secondo il libro di Armati sarebbero stati uccisi a sangue freddo a pistolettate da un uomo in divisa e questo mentre nei pressi della saracinesca abbassata di un negozio il Reverberi stava soccorrendo Ovidio Franchi che era appena stato colpito all'addome.
 
Bravi, fate bene a scrivere "sarebbero stati uccisi". Tu che lo citi e Cristiano Armati. Perchè usando il condizionale vi mettete al riparo da eventuali querele che i parenti del Vice-questore di Reggio di allora, Giulio Cafari Panico, assolto con formula piena, e quelli di Orlando Celani, assolto con formula dubitativa, ma sempre assolto,potrebbero intentarvi.


Il fatto che molti partigiani fossero nel gruppo, è ulteriore conferma dell' esistenza della "Gladio Rossa" che ha continuato ad esistere in Italia. "Gladio Rossa" finanziata dai nemici dell' Italia.

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A Reggio gli "inermi" manifestanti martellarono di sassi,pietre,bastoni e quant' altro le Forze dell' Ordine:evidentemente non c' erano ancora gli IDRANTI.

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A dimostrazione di quanto l' odio fosse inculcato nelle persone, basterebbero i testi delle canzoni di Fausto Amodei, come in simpatiche canzoncine come "Non è finita a Piazzale Loreto", dove "bisogna affrontare tante
nuove battaglie..." e "Gli sbirri fascisti ancora
sono protetti
da quei vecchi protettori,
sempre da quelli
che un tempo gli han fatto
uccidere Gobetti
e adesso gli fanno uccidere
Pinelli.

E quei vecchi protettori
son parassiti
Che cambiano il vino buono
tutto in aceto
ma noi gli dobbiam gridare
più forte e uniti
che non ci può più bastare
piazza Loreto."

Il Commissario Calabresi,ringrazia.

Oppure in "Se non li conoscete", arrivando infine a "Per i morti di Reggio Emilia":
"Di nuovo a reggio Emilia di nuovo la` in Sicilia
son morti dei compagni per mano dei fascisti..."

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Ed infine, i fatti di Reggio Emilia sono successivi a quelli di Genova: per far piacere a Togliatti, le Forze dell' ordine avrebbero dovuto farsi ancora prendere dai "ganci" ?
 
Fate bene a cantarvela e suonarvela, così potete darvi ragione l'un l'altro.
Guardate cosa scrivono quisti comunistacci su wikipedia. E' una vergogna che si infierisca così sulla memoria di quegli angioletti di fascisti, repubblichini, X MAS e compagnia.
ORA E SEMPRE
 
Repubblicani, grazie.
 
A GENOVA NON SI PASSA.
RISCRIVERE LA STORIA SU INUTILI BLOG NON CAMBIERA' NIENTE. INDIETRO NON SI TORNA, GENOVA ANTIFASCISTA ORA E SEMPRE.

MORTE AL FASCIO.
 
Non si passa ?
Ma se Sabato scorso c' erano migliaia di vostri amici in gaio corteo ?
 
Sono Reazionario...
Dov'è che posso trovare maggiori informazioni, cronaca più dettagliata dei fatti di Genova e Reggio Emilia?

Grazie
 
Ciao, Massimiliano.

Qui non ti basta ? :-)

Il fatto è che io ho un archivio fatto con giornali d' epoca e scritti introvabili, sugli anni di piombo. Alcuni a cura di La Russa. Devo andarli a cercare. Ti farò sapere...
 
Grazie mille
;)
 
il mio pensiero a beneficio di coloro che trovano la loro dimensione nell'odio, che siano essi di destra o di sinistra:
siete noiosi!
che palle!
è la l'eterna spirale: odio chiama odio.
mai un'idea nuova!
siete desertici.
perché non sostituire le idee alle ideologie?
troppo faticoso?
molto meglio pensare di essere detentori dell'unica verità assoluta preconfezionata, che sforzarsi di usare il cervello che dio o madre natura ci ha donato vero? (ecco, così sono terzista anche nei confronti della fede religiosa)
 
Credo che come sempre succeda coi frettolosi commentatori di passaggio, la risposta sia fuoriluogo. Ma anche pressapochista, cerchiobottista e qualunquista. Mi spiace.
 
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