domenica, aprile 01, 2012

Quei rivoluzionari da bar che non vanno in pensione.


Anche ieri Milano ha vissuto l' ennesimo tentativo di far rivivere gli anni '70 (e quelli di piombo) da parte degli irriducibili orfani di un mondo fortunatamente imploso, travolto dalle macerie del Muro di Berlino. Questi comunisti da bar o meglio da osteria (più radicalchic...), che si ritrovano commentando un film di Nanni Moretti oppure di Marco Tullio Giordana, ogni tanto cercano di rientrare nei panni di Cattivi Maestri per i loro figliocci che via via si chiamano No-global,Black Bloc, No Tav. Poverini, non si accorgono che fanno quasi tenerezza quando sfilano dietro le bandiere rosse durante un corteo dove sono state danneggiate dai soliti teppisti alcune banche (con costi che poi, alla lunga, ricadono sui clienti delle stesse...). Siete sconfitti irrimediabilmente, insieme al marxismo assassino che ha regalato al mondo cento milioni di morti.
Andate in pensione e datevi pace !

sabato, agosto 14, 2010

Il nuovo che avanza: Danilo Gruppi.

Invitato da Massimo ad una collaborazione anche al suo blog "Svulazen", pur conoscendo poco Bologna, non posso fare a meno di ricordare che a metà Giugno nella Città Felsinea è stato eletto segretario della CGIL Danilo Gruppi, ex-militante di Potere Operaio, uno dei peggiori gruppi sinistri degli anni '70, quello di Franco Piperno, Toni Negri, Oreste Scalzone, Lanfranco Pace. Ma pure di Massimo Cacciari, Ritanna Armeni. E di Franco Piro.
Insomma, il nuovo che avanza...

venerdì, luglio 30, 2010

Gastone Del Piccolo e Andrea Mitolo, 30 anni fa...

30 luglio 1970: un'assemblea di fabbrica della Cisnal, il sindacato di Destra, si concluse con il sequestro di Gastone Del Piccolo e Andrea Mitolo, da parte di un gruppo di facinorosi dell'estrema sinistra sindacale e di Lotta continua.
Gastone Del Piccolo di Trento, segretario provinciale dei metalmeccanici e Andrea Mitolo di Bolzano, consigliere regionale del MSI, dopo essere stati catturati, vennero fatti sfilare per sette ore dallo Stabilimento Ignis di Gardolo, sobborgo di Trento, fino in città, alla testa di un corteo di scalmanati, scortati dai vigili urbani, la cui unica preoccupazione era quella di garantire ai sequestratori la “sicurezza” nello svolgimento del loro indegno ed insano gesto. Le forze dell'ordine, probabilmente per gli ordini giunti da Roma, si limitarono ad “osservare” da lontano il corso degli eventi. Solo a sera intervennero, disperdendo la canea di “democratici” sequestratori e liberando i due ostaggi.
Il clamore suscitato dai “fatti del 30 luglio” fu enorme, con grandi ripercussioni sull'opinione pubblica, nazionale ed internazionale. A Trento, si precipitarono i corrispondenti delle maggiori testate della carta stampata e radiotelevisive.
Il Governo di allora, dopo l'iniziale indecisione, anche per prevenire la possibile reazione del MSI, il cui vertice da Almirante a Roberti (segretario nazionale della Cisnal) già il 31 luglio era a Trento, licenziò commissario del governo, questore e comandante dei carabinieri.


giovedì, novembre 26, 2009

Processo rinviato ai liceali. E la polizia blinda la Statale

Nuove scritte contro i ragazzi di Cl alla Statale. E un altro giorno di inquietudine alla Cusl, la libreria universitaria da giorni sottoposta a un assedio fisico e psicologico da parte di autonomi e centri sociali.
Dopo dieci giorni di minacce e pressioni, ieri fortunatamente la tensione fisicamente si è allentata, e la libreria ha potuto restare aperta per buona parte del pomeriggio, ma le minacce non sono finite: nuove scritte sono apparse in più punti della facoltà...

http://www.ilgiornale.it/milano/processo_rinviato_liceali_e_polizia_blinda_statale/26-11-2009/articolo-id=401984-page=0-comments=1

mercoledì, novembre 25, 2009

I Ferrandi, Padre e Figlio.

Questa, come quella in alto nella testata del blog, è una foto famosissima:sono i momenti in cui gli Autonomi sparano a Milano, in Via De Amicis, il 14 Maggio 1977, incuranti dei passanti, contro le forze dell' ordine. Uccidendo Antonio Custra, 25enne Vicebrigadiere del III° Celere, colpito alla testa con una pistola Beretta 7,65, sposato ed in attesa di una bambina. Condannato per concorso in omicidio fu Mario Ferrandi, poi passato in Prima Linea. Pochi anni in galera, come spesso accadde in questa italasia. Ultimamente è ritornato alle cronache perchè invitato, non so se remunerato o meno, a diversi convegni, inchieste e dibattiti sugli anni di piombo, arrivando ad incontrare la figlia del povero poliziotto, Antonia. Nel 1985 ha un figlio, Valerio.
Ebbene, ora Valerio è uno degli anarcocomunisti più attivi della Mia Milano, guadagnandosi parecchi arresti e denunce. Come nel Gennaio di quest' anno, dove viene trovato in possesso di quattro borse piene di spranghe, chiavi inglesi, sassi, mazze e martelli, dopo una manifestazione contro la chiusura del Centro Sociale "Cox". E come recentemente, quando il 3 ottobre guida i suoi compagni all' incursione contro la Libreria CUSL, vicina a CL, facendosi stampare 800 volantini dei loro. Al momento di pagare, 5 studenti-lavoratori di CL vengono malmenati. Per questo, il 13 Novembre viene arrestato con altri estremisti:4 ai domiciliari, lui, già sorvegliato speciale, finisce a San Vittore. A seguito di questi arresti, in questi giorni la città è squassata da manifestazioni ed aggressioni, l' ultima di nuovo contro la Libreria CUSL, e 4 ragazzi ed una ragazza ciellini vengono sbattuti con nome e cognome su striscioni e manifesti dentro l' Università Statale, rei di essere gli autori della denuncia che ha portato agli arresti del Ferrandi e compagni. I quali sono già stati scarcerati. Nel frattempo la Libreria, in preda al panico, tarda a riaprire.
Il Consiglio Comunale ha condannato l' episodio con un documento sottoscritto da tutti i Consiglieri, tranne la sinistra radicale, con l' uscita dall' Aula di Basilio Rizzo, della Lista Dario Fo.

Ultimo aggiornamento della vicenda:



http://www.ilgiornale.it/milano/statale_autonomi_e_rettore_finisce_insulti/25-11-2009/articolo-id=401666-page=0-comments=1


giovedì, settembre 10, 2009

Camerata Michele Placido, il '68 è stata una boiata !

Dopo un bel riassetto all' archivio, riprendiamo in mano questo mio blog secondario. E l' occasione è ghiotta, prendendo spunto dalla presentazione del film sul '68 al Festival di Venezia del Camerata Michele Placido, guardacaso un giorno dopo l' 8 Settembre. Si, Camerata, perchè il regista/attore/ex-poliziotto, nonostante urli ai quattroventi la sua ammirazione per quel periodo, per i "maestri" e per la sinistra, ha un bel passato giovanile nella "Giovane Italia" (Abruzzo), la formazione dei ragazzi del MSI dove mi onoro di aver militato. Come ben ricorda Luca Telese in "Cuori Neri" con una mini-intervista: "Ho iniziato a far politica da ragazzo, proprio nella Giovane Italia, come credo la metà degli uomini della mia generazione, al sud.Da noi era molto attiva la sezione sportiva, la Fiamma Tricolore, molto forte il radicamento nei paesi. Si viveva uno spirito allegro, a tratti goliardico, ho un ricordo scanzonato ed allegro.". Ma quasi a mettere le mani avanti, aggiunge: "Non mi sono mai considerato di Destra.". Come no, lo sappiamo bene, anche Alemanno ha appena celebrato l' 8 Settembre dichiarando di non essere MAI stato Fascista. Chissà se il Sindaco di Roma ha ancora al collo quella Croce Celtica appartenuta a Francesco Cecchin...
Ed ecco infatti che, appena emigrato a Roma, voilà, il salto della quaglia da parte del nostro aspirante attore, per entrare nell' Accademia del Cinema senza rischiare posto e soprattutto la pelle, naturalmente. Come tanti altri attori e personaggi dello spettacolo.
Camerata Placido, tu che celebri oggi Dino Boffo come erede dello spirito del '68, oggi che quasi ti vergogni ad ammettere di essere prodotto da Medusa, e che mostri comprensione per chi scelse la lotta armata, lascia che te lo dica uno che non si vergogna del proprio passato e che non ha nulla da nascondere, che quel periodo lo conosce bene, che ha visto tanti Veri Camerati cadere morti o feriti, e se feriti, spesso rovinati per sempre; da uno che ha visto tanti Veri Camerati finire ingiustamente in carcere. Lascia che te lo dica con le parole di un altro attore:
per me, il sessantotto è stata una boiata pazzesca !

martedì, maggio 12, 2009

Cesare Battisti ed i soliti propositi.

Leggo che il terrorista Cesare Battisti ha ieri dichiarato a mari e monti che, in caso di estradizione in Italia preferirà scegliere il suicidio. Poichè in passato abbiamo assistito a tante dichiarazione di sinistri poi rimaste senza esito, come di chi voleva abbandonare l' Italia in caso di sconfitta elettorale, oppure tanti scioperi della fame non conclusi, vedremo se, nel caso di buon esito della richiesta di estradizione del Governo Italiano, Governo reputato ingiusto dal capo dei PAC, questo povero perseguitato politico saprà mantenere quello che ha promesso.
Ma ho i miei dubbi...

sabato, aprile 25, 2009

La resistenza ce l'ha insegnato:uccidere un Fascista non è reato !

In questo clima di massificazione delle coscienze e delle idee, mi rifiuto di accodarmi alla glorificazione del 25 Aprile, impegnando i miei blog per ravvivare la memoria. Incominciando da questo, il più trascurato ma non il meno amato.
Che, trattando gli Anni di Piombo, non può certo tralasciare di rammentare che negli anni '70 tra gli slogan più odiosi che si sentivano nelle piazze italiane, forse il più infame, il più scatenante all' omicidio era senz'altro: "La resistenza ce l' ha insegnato: uccidere un Fascista non è reato !".
Oggi ripreso in Internet in varianti curiose, forse tendenti a scagionare la resistenza stessa. C' è chi scrive "La resistenza rossa..." , forse per dar la colpa solo ad una parte di essa. Chi "Piazzale Loreto..." , forse per ridurre a quel solo episodio la mattanza crudele di quegli anni. Infine chi scrive "Le Foibe ce l' hanno...", che suona tanto di Giustificazionismo e Negazionismo sloveno-croato.
No, lo slogan era esattamente come riportato nel titolo. Cosi' come i Brigatisti Rossi hanno sempre affermato di essere il prolungamento della resistenza stessa, nella quale trovarono ispirazione.
E, nel nome dell' antifascismo militante, tanti,troppi giovani o meno giovani, furono ammazzati, feriti, sprangati, terrorizzati.
Con qualche evoluzione tecnica: invece che sparare alla nuca ed alle spalle, i neo-resistenti scoprirono il silenziatore.

lunedì, ottobre 20, 2008

Vecchi Fusti e Nuovi Fusti II°



















Nicola Pasetto, Anticomunista da sempre,Mai Antifascista, ed un neoantifascista.


sabato, ottobre 04, 2008

Vecchi Fusti e Nuovi Fusti.


Quelli della mia generazione si ricorderanno sicuramente l'inserto fotografico centrale del settimanale di Destra "Il Borghese". Dove spiccavano, oltre a donnine scollacciate, anche diverse rubriche. Una di queste si chiamava appunto "Vecchi Fusti e Nuovi Fusti", dove si ponevano a confronto personaggi politici o pubblici del passato e del presente, con una netta vittoria dei primi per il loro spessore. Vedendo sul Blog di Storace il video delle Iene dedicato ai nuovi neo-antifascisti di AN, non posso che riproporre tale rubrica in versione odierna:

"Io sono AFASCISTA ed ANTI-antifascista"
Sen. Franco Servello, in parlamento dal 1958. Nella foto a colori.

"Io sono antifascista" Maurizio Gasparri, nella foto in bianco e nero, con alcuni futuri elettori di AN, e Gianni Alemanno. Del quale vi risparmio la foto...















lunedì, settembre 29, 2008

Meglio guidar Triumph che Lambrette...

Un compagno commentatore, nel post dedicato a Luca Cafiero, ha contestato l' uso della Triumph da parte dei sessantottini allo "champagne" di allora, credendo trattarsi di moto. Ignorando,probabilmente per la giovane età, dell' esistenza dell' omonima marca automobilistica Inglese, in quei tempi molto apprezzata dai giovani italiani, nelle varie versioni TR e Spitfire.
Aggiungendo che, per quanto ne sa lui (!!!), Cafiero non ha nemmeno guidato una Lambretta.
Meglio così, perchè allora le Lambrette erano molto pericolose, specie se a guidarle erano personaggi come Augusto Viel e Mario Rossi, immortalati nella famosissima fotografia della rapina all' Istituto Autonomo Case Popolari di Genova con relativa uccisione sanguinaria e senza pietà del povero fattorino Alessandro Floris, addetto agli stipendi dello IACP, che non esitò ad opporsi ai due criminali, e per questo fu freddato con un colpo di pistola. Viel e Rossi, quest' ultimo poi condannato all' ergastolo per tale crimine, erano militanti del Gruppo Armato XXII Ottobre. Poi legati ai GAP, "Gruppi di Azione Partigiana" (un nome, una garanzia...) fondati dal miliardario Giangiacomo Feltrinelli.
http://it.wikipedia.org/wiki/Triumph_TR

domenica, settembre 14, 2008

Ora e sempre: resistenza !




Tornare in Italia e perdere i benefici delle vacanze in un paese libero dove si parla di McCain e Palin nello stesso tempo del Keniano, grazie a Fini ed alle sue dichiarazioni da Cattivo Maestro è tutt'uno.


Perchè se i neo-antifascisti di Antifascismo Nazionale sperano che muoiano in fretta i valorosi Combattenti dell' Onore che combatterono tutta la Seconda Guerra Mondiale SEMPRE con una divisa indosso e continuando a farla con chi l' intero Popolo Italiano aveva voluto incominciare a fare, ci siamo ancora noi reduci degli Anni 70' che l' Antifascimo Militante l'abbiamo subito sulle nostre spalle e sulle nostre teste, spesso lasciando sul campo cari Camerati, subendo il carcere o le repressioni di uno stato forte con chi stava a Destra e debole con i sinistri, con le zecche che urlavano: "La resistenza ce l'ha insegnato: uccidere un Fascista non è reato !"; "Ora e sempre: resistenza !"; "Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un Carabiniere o è un Fascista !", "Fascisti,carogne:tornate nelle fogne !"; "Hazet 36 (la chiave inglese che uccise Sergio Ramelli): Fascio dove sei ?"; "Colpirne uno per educarne cento". E proprio quest' ultimo slogan fu preso dalle Brigate Rosse direttamente dai GAP mordi e fuggi, a dimostrazione della continuità che vollero i brigatisti con la resistenza, nella quale, del resto, militò anche la formazione "Stella Rossa", oggi conosciuta, ma che aveva un simbolo molto simile alle BR.
Reduci che non ci lasciamo intimidire da certe dichiarazioni.


Chissà cosa volesse intendere un giovane Ignazio La Russa in Corso Monforte a Milano in quegli anni '70 mentre mostrava il braccio teso alla teppa rossa capitanata da Capanna, Restelli e Cafiero ? Di voler offire loro cinque caffè ?


sabato, agosto 30, 2008

Sono in Vacanza,,,

Riapro dopo il 15 Settembre.

venerdì, luglio 04, 2008

Qualcuno dica all' Unità che le FARC sono COMUNISTI !

Non cambiano mai ! Oggi il quotidiano che fu l' organo del Partito Comunista Italiano, quello che aveva giornalisti per i quali le Brigate Rosse erano "sedicenti" e che negli Anni '70 vedeva il Pericolo Fascista dappertutto, ha aperto con un appello di Maurizio Chierici per dare il Nobel per la Pace ad Ingrid Betancourt. Premio che, tra gli altri, ha visto anche vincente Nelson Mandela, fino all' altro giorno nella lista dei terroristi per gli USA.


Tra le adesioni, vedo Inge Feltrinelli, vedova di quel comunista miliardario editore trovato morto per la bombetta che stava innescando su un traliccio.


Pancho Pardi, a cui non credo che il comunismo sia tanto inviso...


Aurelio Mancuso, presidente ARCIGAY, il quale scorda il trattamento che riservano a Cuba ai pederasti; e pure l'ostracismo del PCI verso Pier Paolo Pasolini.


Il Presidente delle COOP della Campania, Vanda Spoto:mai state comuniste, le COOP...


Un lungo elenco di simpaticoni italovenezuelani, sostenitori del Presidente Chavez, che, si sa, comunista non è...


L' Associazione Partigiani di San Marino (SIC !!!!!!!!!!!) !


Giampaolo Agostinelli, valdese COMUNISTA !


Giampietro Miscione, ricercatore universitario, che rimpiange il Che: "FARC che, oggi, sono assai lontane dai mitici e leggendari guerriglieri alla Che Guevara".


L' ANPI di Cesano Boscone (Mi).

Ed altri affabiloni. Col pensiero che le FARC, in fondo, sono COMPAGNI CHE SBAGLIANO !
Ricordo che il movimento delle FARC ha da sempre basato la sua pratica politica sulla guerriglia creando una struttura parapolitica nota come "Partito Comunista Clandestino della Colombia".
Il loro scopo è sovvertire l'ordinamento statale colombiano per instaurare un regime comunista.


I comunisti italiani cambiano il nome, ma non cambiano, non cambieranno MAI !






lunedì, giugno 30, 2008

30 GIUGNO 1960: i Partigiani occupano Genova.

Facciamo un piccolo passo indietro per parlare di quello che accadde quarantotto anni fa a Genova. Era da poco nato il Governo Tambroni, un monocolore DC appoggiato dal MSI. Troppo per chi covava ancora nell'anima l'odio di quindici anni prima e che ancora sognava una rivoluzione proletaria. Tutto ebbe inizio alle quattro del pomeriggio del 30 giugno 1960, quando le squadre che guidavano un corteo di almeno cinquemila persone, reduci dal comizio tenuto da Sandro Pertini in piazza della Vittoria, attaccarono a freddo le camionette della «Celere» schierate lungo la via XX Settembre, a protezione dell'Hotel Bristol, dove erano asserragliati i delegati al congresso nazionale del Msi, con Michelini, De Marsanich, Almirante, Servello e tutti gli altri dirigenti di quel partito che per la prima volta dalla sua fondazione giocava un ruolo determinante nella politica nazionale.
Dopo il comizio di Pertini in piazza della Vittoria, nel corso del quale l'allora senatore del Psi (e direttore del quotidiano Il Lavoro) aveva duramente attaccato polizia e carabinieri, accusandoli di «trescare con i fascisti», il corteo degli attivisti del Pci, formato in gran parte dagli operai portuali della Culmv (Compa-gnia Unica Lavoratori Merci Varie), si diresse verso piazza De Ferrari. Tra essi, alcune centinaia di ex partigiani dei GAP, un mitra per ogni tre (a uno il calcio, a uno il caricatore, a uno la canna). Giunti all'altezza del caffè Borsa, i dimostranti, perfettamente organizzati in squadre di dieci uomini ciascuna, incominciarono ad afferrare tavolini e sedie del bar e a scagliarli con estrema violenza contro gli occupanti delle jeep della polizia. Appena iniziati i caroselli della «Celere» del Battaglione di Padova, particolarmente addestrato per affrontare le sommosse di piazza, i «camalli» estrassero dalle cinture dei pantaloni i temibili «ganci» (arnesi di ferro appuntiti e ricurvi con i quali, in porto, venivano afferrate le cime delle navi), e presero a piantarli nelle schiene, ma - quel che è peggio - nelle guance dei ragazzi della polizia. Poi, uno strappo violento, ed ecco una scapola squarciata, un braccio a penzoloni e, purtroppo, un volto devastato da parte a parte. E deturpato per sempre.Quella tremenda giornata finì con 73 poliziotti ricoverati all'Ospedale San Martino, di cui una trentina con il volto perennemente sfregiato. I Poliziotti non potevano sparare perchè le armi della Polizia erano senza pallottole; era stato ordinato così dal Ministro dell' Interno Giuseppe Spataro al Questore Dottor Lutri. Questo perchè la sinistra democristiana, da Moro a Fanfani, era contraria al Governo Tambroni. Mentre i Carabinieri, al tempo referenti al Ministero della Difesa, erano sì armati ma dislocati distanti. Per questo Togliatti, sempre informato dalla sinistra DC, diede ordine di non attaccare i CC. E così avvenne.
Ad un certo momento una decina di «camalli», afferrato un maggiore della polizia, sembrava volessero affogarlo nella fontana. Gli mettevano la testa sott'acqua, poi, quando il poveretto stava per asfissiare, lo rialzavano per fargli riprendere fiato. La tortura durò una buona mezz'ora. L'indomani mattina, su l'Unità, campeggiava in prima pagina la foto della scena con questa didascalia: «Un gruppo di compagni salva un ufficiale della polizia caduto nella fontana di De Ferrari».

Dopo questa giornata, falsamente popolare,come ancora la sinistra vorrebbe farci credere, il Governo Tambroni fu costretto a dimettersi.

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